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Il mio gioco preferito prima
di dormire è fingermi
un sasso in mezzo
al bosco. Essere coperta
di muschio, stare
dentro l’oscurità, stare
nella pancia del lupo
sapendo che nessuno
mi mangerà1.

Silvia vecchini

«Dentro di noi dev’esserci un gran buio!» sostiene Alice, l’amica del protagonista di Io, Alice e il buio buio, un albo illustrato che narra di due bambini che giocano a catalogare i diversi tipi di buio che possono incontrare.

Buio, ombra, notte sono imparentati, uniti tutti dall’assenza della luce che rende visibile e più comprensibile il mondo. In un mondo (sia arcaico, sia rurale) privo di luce artificiale la notte diventa una durata in cui tale assenza di luce si prolunga. E assurge a simbolo, topos letterario. Riempie i miti e le fiabe popolari legandosi a quella dimensione misteriosa con cui l’uomo ha sempre a che fare. Se dentro non arriva la luce si crea spazio per le angosce e le preoccupazioni dovute al fatto che a volte non si mettono a fuoco le cose, e non si coglie la forma di quello che sta intorno.

La notte diventa pertanto l’ora dei fantasmi, il tempo della lotta con Dio2, il momento in cui i mostri escono da sotto il letto e da dentro all’armadio; è l’ora dei sogni e degli incubi, dell’inquietudine, degli imbrogli, dei voti e dei tormenti (come non pensare ai Promessi Sposi!), di quando facciamo i conti con qualcosa che non riusciamo a governare perché non è contenibile con i sensi né con la razionalità.

La notte da sempre non è solo il momento in cui si incontrano le storie, lette o raccontate (sotto le coperte con la torcia, cullati dalla voce di un genitore, attorno al fuoco in cerchio…), ma è protagonista essa stessa di storie: basta leggere quante volte questa parola entra nei titoli dei libri per trovarsi davanti a una bibliografia sterminata e tuttavia ancora parziale. Certamente molte sono storie di paura, gialli e misteri, oppure storie su fatti decisivi, di ambientazione storica o distopica, che non saranno oggetto di trattazione qui. Propongo, piuttosto, un breve percorso, tutt’altro che esaustivo, nella mia biblioteca di letteratura per ragazzi, tra romanzi, racconti, raccolte poetiche, graphic novel, albi illustrati, che letti in profondità non si limitano a parlare al target di destinatari indicati nelle quarte di copertina, ma sono portatori di nodi simbolici che insegnano che attraverso la letteratura si può conoscer parte di sé e avere nuovi sguardi sul mondo, con una scintilla di speranza.

Molti libri rivolti a piccolissimi lettori narrano di un buio personificato che esce di notte e può avere paura dei bambini o dialogare con loro e invitarli nel luogo dove vive3 e gli albi illustrati ci raccontano con le immagini questa relazione che sconvolge ma costruisce un nuovo equilibrio. Straordinario l’albo senza parole Shadow dell’illustratrice sudcoreana Suzy Lee, in cui un gioco di ombre cinesi porta al di là della soglia dove le ombre possono invadere il nostro spazio, ma con cui anche possiamo entrare in relazione e superare la paura che nasce da ciò che non si conosce.

«Stai per entrare dentro la notte come si entra dentro il mare» scrive Andrea Bajani nell’albo illustrato da Mara Cerri La pantera sotto il letto. Padre e figlia tornano a casa. «Poi arriva la notte che prende la casa e la mette in un sacco. La bambina ha paura che insieme alla casa la notte prenda anche lei». E si prosegue in un dialogo simbolico di testo silenzi e illustrazioni che parla di notte, di buio e di paura che «è un animale che ti gira attorno». Mara Cerri la dipinge come una pantera nera come la notte: entrambe fanno paura, ma entrambe si possono esplorare. La bambina guardando la pantera negli occhi, riesce ad andare dentro al buio, ad affrontare la paura e a giocarci anche; lo sa fare forse meglio del padre: a volte, infatti, non basta accendere una lampadina per dissipare le ombre che hanno inghiottito il mondo.

Un romanzo fondamentale quando si parla di notte nella letteratura per ragazzi è l’ormai celebre Sette minuti dopo la mezzanotte, ideato da Siobhan Dowd e poi scritto da Patrick Ness e vincitore nel 2012 della Carnegie Medal e della Kate Greenaway Medal. Protagonista è Conor, che vive una vita difficile tra la malattia della madre, il bullismo subito a scuola e il rapporto non facile con il resto della famiglia. Il titolo fa riferimento al momento della notte in cui viene visitato da un mostro pauroso dalle sembianze del vecchio tasso che si erge sulla collina e che torna a raccontargli storie che lo mettono di fronte alla terribile verità che lo attanaglia tutte le notti. Un libro potente, che porta i lettori di fronte alla complessità dell’essere umano, alle paure più profonde, agli inganni che la mente costruisce e che nella notte ci trovano soli con noi stessi e con le scelte tanto difficili quanto necessarie.

Ancora sogni e ancora esseri misteriosi, stavolta all’apparenza angelici ne Il Nido di Kenneth Oppel, libro che lessi subito dopo aver incontrato e amato Skellig di David Almond: storie di fratelli, di esseri volanti e di cose che succedono (anche) di notte, anche se di segno diverso.

Virando sempre più verso il fiabesco tra le pagine di Amos Oz troviamo Nimi colpito da “nitrillo” e che vive nel folto del bosco, mentre al villaggio la notte rimane silenziosa, senza animali. Le domande dei bambini restano senza risposta finché due di essi andranno alla ricerca della triste verità.

Di altro genere e diverso mood, La notte delle malombre di Manlio Castagna ci porta in una storia realmente accaduta – un viaggio della speranza in treno da Napoli a Potenza nell’inverno del ‘44 misteriosamente interrotto in una galleria – che si tinge, nella narrazione alternata tra i diversi personaggi, di toni paurosi e tinte soprannaturali.

Sempre ispirati a una vicenda realmente accaduta – il black out del 9 novembre 1965 a New York – gli otto racconti de La notte più bella, Quando l’America restò al buio, Otto storie degli anni sessanta di Daniela Palumbo (Piemme). Da varie angolature, si sottolinea come una pausa forzata rispetto alle attività di un mondo dove fa sempre giorno consente di ripensare alla propria vita e a vederla sotto una “luce” diversa.

Altre volte la notte è il teatro dei sogni, della possibilità creativa che segue altre logiche e crea mondi, scenari inediti. Il sogno in letteratura è stato oggetto di vari studi e raccolte4, e la letteratura per l’infanzia non si sottrae a questa narrazione, a partire dal classicissimo Little Nemo in Slumberland di Windsor McCay: una raccolta di strisce dei primi del Novecento sui sogni fantastici del piccolo Nemo, interrotti da ripetute cadute dal letto. Troviamo sogni fantastici nel wordless picturebook del pluripremiato David Wiesner Free Fall o in Just a Dream di Chris Van Allsburg5. I sogni, insomma, non sono sempre brutti e angoscianti, a volte perché il GGG di Roald Dahl passa nella notte a soffiarne di belli e felici nelle camere dei bambini addormentati, o perché i donatori di sogni che Lois Lowry inventa in Gossamer hanno la meglio sui “sinistrieri”.

Un classico internazionale di un altro gigante dell’illustrazione, Maurice Sendak, è In the night kitchen, del 1970, dove Mickey, durante la notte, si rifugia in una città-cucina abitata da panettieri giganti. L’autore – che riempie l’albo di riferimenti autobiografici – diceva di essere rimasto colpito dalla pubblicità di una ditta che durante l’Esposizione universale newyorkese nel ‘39 prometteva: «Cuciniamo mentre dormi» e si rammaricava che tante cose belle succedessero mentre i bambini sono a letto6. Cose belle o cose strane, come in un altro wordless di Wiesner premiato con la Caldecott Medal, Martedì, che narra con straordinarie illustrazioni di un sorprendente volo notturno.

Parole e immagini evocative e poetiche caratterizzano i libri scritti e illustrati da Jimmy Liao, tra cui Una splendida notte stellata, che racconta con suggestioni alla Van Gogh la storia dell’incontro tra una bambina in lutto per la morte del nonno e un nuovo amico con cui superare la solitudine e godere di ciò che li circonda.

La notte spesso accoglie il carico delle nostre attese, dell’incertezza che anticipa l’arrivo di un giorno importante, tra la gioia e la preoccupazione, la trepidazione bella per qualcosa che si aspetta. E qui c’è tutto il tema delle veglie e delle vigilie7, da quella di Natale, religiosa o laica, dove si attende un dono – materiale, metaforico o simbolico (la nascita del bambino Salvatore) – e l’arrivo di chi lo elargisce (chi prima chi dopo: Santa Claus in varie versioni, Gesù Bambino, Santa Lucia, la Befana, i Magi), alla vigilia di Ognissanti – All Hallow Eve, dove il dialogo è con il mondo di chi non c’è più, con tutte le declinazioni che il mondo dei morti ha assunto negli ultimi anni -, alle tante attese private e personali, a partire da quelle di leopardiana memoria. In queste e altre feste sono ambientate tantissime storie, narrate, illustrate, alcune nella forma di graphic novel. In Era il nostro patto di Ryan Andrews un gruppo di ragazzi si accorda per di seguire in bici le lanterne di carta depositate la notte dell’Equinozio d’Autunno lungo il fiume. Nella notte di ferragosto, invece, trova l’apice la vicenda narrata in 21 giorni alla fine del mondo di Silvia Vecchini e Antonio “Sualzo” Vincenti, che vede coinvolti Lisa e il suo vecchio amico Ale alle prese con i cambiamenti delle loro vite, i segreti e le paure che devono affrontare.

La notte come metafora di oscurità e buio può indicare anche un buio che arriva perché si sta per perdere la vista. E qui la lettura di Prima che sia notte di Silvia Vecchini ci racconta, in un delicato alternarsi di prosa e poesia, la storia di Carlo, che non sente e vede solo da un occhio che comincia ad avere i problemi, e della sorella che prova a sostenerlo in tutti i modi.

I bambini che hanno paura del buio lasciano accesa una luce, che tiene lontano ciò che la paura potrebbe far nascere nella testa e quindi tutto attorno. Ma se ci abituiamo al buio diamo valore a tutto ciò che anche tenue può dare luce. Una rassegna di ciò che illumina la notte è magistralmente proposto nell’albo divulgativo Luci nella notte, un catalogo di fenomeni luminosi di origini e distribuzione tra le più varie, dalle stelle alla bioluminescenza e alla biofluorescenza. L’antesignano di opere come queste è certamente in Italia Nella notte buia di Bruno Munari, edito per la prima volta nel 1956, dove l’artista fa viaggiare i lettori tra le pagine arricchite di fori, tagli, finestrelle e acetati alla ricerca di ciò potremmo incontrare di notte, nell’erba, tra le rocce, dentro una grotta con le pitture preistoriche. Molto apprezzato La notte è piena di promesse, di Jérémie Decalf: racconta, tra poesia e nonfiction, il viaggio delle sonde Voyager 1 e 2 nello spazio interstellare, portatrici di un messaggio dell’umanità a potenziali civiltà extraterrestri. La divulgazione può, dunque, essere artistica e poetica e creare meraviglia, trattando tutti gli argomenti possibili.

Siamo partiti dalla poesia e alla poesia siamo tornati, perché da sempre la notte ospita sotto lo stesso cielo conflitti interiori, domande esistenziali, silenzi di meraviglia e i poeti hanno parole precise dentro cui ritrovarsi. E nelle notti fredde e nuvolose, quando il bagliore degli astri è coperto, le voci dei libri possono accendere una luce e tenerci compagnia.

Percorso bibliografico dei libri citati nell’articolo in ordine di apparizione (edizione italiana, dove presente)

  • Silvia Vecchini e Marina Marcolin, Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno, Topipittori, 2014
  • Alessandra Racca e Anna Castagnoli, Io, Alice e il buio buio, Emme edizioni, 2019.
  • Suzy Lee, Ombra, Corraini, 2010
  • Andrea Bajani e Mara Cerri, La pantera sotto il letto, Orecchio Acerbo, 2015
  • Siobhan Dowd – Patrick Ness, Sette minuti dopo la mezzanotte, Mondadori, 2012
  • Kenneth Oppel, Il nido, Rizzoli, 2015
  • David Almond, Skellig, Salani,
  • Amos Oz, D’un tratto nel folto del bosco, Feltrinelli, 2005
  • Manlio Castagna, La notte delle malombre, Mondadori, 2020
  • Daniela Palumbo, La notte più bella, Quando l’America restò al buio, Otto storie degli anni sessanta, Piemme, 2023
  • Windsor McCay, Little Nemo in Slumberland, Taschen
  • David Wiesner, Free Fall, HarperCollins, 1988
  • Chris Van Allsburg, Just a Dream, Clarion Books
  • Roald Dahl, Il GGG, Salani
  • Lois Lowry, Gossamer, 21 lettere, 2020
  • Maurice Sendak, La cucina della notte, Adelphi, 2020
  • David Wiesner, Martedì, Orecchio Acerbo, 2016
  • Jimmy Liao, Una splendida notte stellata, Edizioni Gruppo Abele, 2013
  • Ryan Andrews, Era il nostro patto, Il Castoro, 2021
  • Silvia Vecchini e Antonio “Sualzo” Vincenti, 21 giorni alla fine del mondo, Il Castoro,
  • Silvia Vecchini, Prima che sia notte, Bompiani, 2020
  • Lena Sjöberg, Luci nella notte, Camelozampa, 2020
  • Bruno Munari, Nella notte buia, Corraini, 2007
  • Jérémie Decalf, La notte è piena di promesse, Terre di Mezzo, 2021

1 in Silvia Vecchini e Marina Marcolin, Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno, Topipittori, 2014. Questo e gli altri riferimenti bibliografici dei testi citati si trovano nella bibliografia in calce in ordine di apparizione, specificando, laddove presente, l’edizione italiana. La poesia e la notte, tra buio e luci, rimandano a una tradizione plurisecolare di poesia lirica e di domande che da intime si fanno esistenziali, ma si è scelto di non passarle in rassegna in questo contributo data la vastità della materia.

2 L’episodio biblico della lotta tra Giacobbe e Dio è raccontato in Gen 32, 23-33.

3 Due delle storie molto lette a casa erano Il terribile mostro buio di Silvia Forzani, in Grandi storie, ed. AVE 2006 e Il buio di Lemony Snicket e Jon Klassen, Salani 2016.

4 L’Università di Macerata curò ad es. un ampio progetto di ricerca confluito in Sogno e Racconto. Archetipi e funzioni a c. di M. Riccini e G. Cingolani, Le Monnier, 2002.

5 Per intenderci si tratta dell’autore di albi che hanno ispirato film celeberrimi: Jumanji e Polar Express, quest’ultimo incentrato su un viaggio notturno.

6 Lo racconta bene questo articolo di Andrea Fiamma: https://fumettologica.it/2020/07/cucina-notte-sendak-adelphi/

7 Andiamo dagli albi illustrati di testi poetici – le mille versioni della celeberrima ‘Twas the night before Christmas (www.poetryfoundation.org/poems/43171/a-visit-from-st-nicholas) di Clement Clark Moore oppure On a Windy night di Nancy Raines Day (Abrams Book, 2010), che ci porta nelle atmosfere di Halloween – alla vastissima produzione di racconti a tema.

Autore

Romina Ramazzotti
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Romina Ramazzotti vive ad Ancona e insegna materie letterarie alla scuola secondaria di I grado “Donatello”, dove è responsabile della Biblioteca scolastica innovativa “BiblioLab Donatello”. Si dedica all’educazione alla lettura e alla scrittura secondo l’approccio del Writing Reading Workshop, di cui è formatrice e autrice per le Edizioni Centro Studi Erickson e per progetti di editoria scolastica. È redattrice del sito del gruppo Italian Writing Teachers. Insieme collaborano con progetti di ricaduta nazionale promossi dal CEPELL.