
Tutto è cambiato il giorno in cui ho perso mia madre.
Il dolore era un tessuto sottile, che avvolgeva ogni mio pensiero.
È stato allora che ho trovato rifugio nelle parole.
Ho trovato libri in grado di accarezzarmi e nutrirmi. Grazie a loro ho ricostruito il mio spazio interiore.
La ricerca di mia madre nella letteratura si è trasformata in un viaggio complesso e stratificato che ha a che fare con le evoluzioni sociali, culturali e antropologiche della nostra epoca.
Parlare di madri significa narrare di identità, conflitti interiori, relazioni di potere e gerarchie sociali. È un viaggio infinito, che ci forma e trasforma: forse per questo continua ad essere un tema fortemente esplorato.
Se anche voi amate approfondire la maternità in tutte le sue declinazioni, troverete qui di seguito alcuni suggerimenti per letture e visioni.
IL SECONDO SESSO di Simone de Beauvoir – Il Saggiatore
Prima pubblicazione 1949
traduzione dal francese di Roberto Cantini e Mario Andreose
Non ci sono madri «snaturate» poiché l’amore materno non ha niente di naturale: ma, appunto per questo, ci sono delle cattive madri. È una delle grandi verità che la psicanalisi ha rivelato, è il pericolo che costituiscono per il bambino i genitori «normali». I complessi, le ossessioni, le nevrosi di cui soffrono gli adulti hanno la loro radice nel passato familiare; i genitori che hanno i loro conflitti, i loro problemi, i loro drammi, sono la compagnia meno desiderabile per il bambino
Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1949 con il titolo Le deuxième sexe, questo libro rappresenta una vera e propria pietra miliare del pensiero femminista. La filosofa di Simone de Beauvoir si distingue per il suo approccio innovativo e lungimirante. La sua lucidità di pensiero travalica le semplici critiche sociali proponendo una rivoluzione della coscienza, individuale e collettiva, per superare le ingiustizie e promuovere una vera parità di genere.
Puoi trovare il libro qui.
BLUE NIGHT di Joan Didion – Il Saggiatore
Prima pubblicazione 2011
traduzione dall’inglese di Delfina Vezzoli
Durante il periodo delle notti azzurre pensi che la fine del giorno non arriverà mai. Quando le notti azzurre volgono al termine (e finiranno, e finiscono) provi un brivido improvviso, un timore di ammalarti, nel momento stesso in cui te ne accorgi: la luce azzurra se ne sta andando, le giornate si son già fatte più corte, l’estate è finita. Questo libro si intitola «Notti azzurre» perché all’epoca in cui lo iniziai i miei pensieri erano sempre più concentrati sulla malattia, sulla fine della promessa, l’affievolirsi dei giorni, l’inevitabilità della dissolvenza, la morte del fulgore. Le notti azzurre sono l’opposto della morte del fulgore, ma ne sono anche l’annuncio.
Joan Didion ha il raro dono di trasformare le parole in arte, e in Blue Night questa sua maestria brilla ancora di più. Ogni frase è cesellata con cura, è frammento di memoria che si svela lentamente, lasciando il lettore avvolto dall’incanto della sua poesia silenziosa. Blue Night è la ricerca di un scopo per sopravvivere alla morte di una figlia. Joan Didion in questo memoir rielabora il suo lutto di madre attraverso la lente dei ricordi che hanno il colore blu delle notti di New York.
Puoi trovare il libro qui.
Amatissima di Toni Morrison – Sperling & Kupfer
Prima pubblicazione 1987
traduzione dall’inglese di Giuseppe Natale
Arrivare in un posto dove uno poteva amare tutto quello che voleva – senza dover chiedere il permesso di desiderarla – be’, ecco, quella sì che era libertà.
Una donna schiava, spinta dall’amore più puro e disperato è disposta a tutto per proteggere i suoi figli. È la storia del sacrificio estremo che una madre è in grado di compiere, pur di garantire un futuro migliore ai propri figli. Il romanzo di Morrison è un elogio alla forza dell’amore materno, una riflessione sul senso di colpa e il peso delle decisioni prese in nome di quell’amore.
Puoi trovare il libro qui.
Dall’omonimo romanzo di Toni Morrison, che le valse il prestigioso Premio Pulitzer è stato tratto il film Beloved del regista americano Jonathan Demme con Oprah Winfrey, Danny Glover e Thandiwe Newton. Il film è stato candidato agli Oscar.
Puoi vedere il trailer qui.
Le ore di Michael Cunningham – La nave di Teseo 1999
traduzione dall’inglese di Ivan Cotroneo
Non c’è bisogno di affrettarsi. Non c’è bisogno di brillare. Non c’è bisogno di essere altro che se stessi.
Tre donne che, pur appartenendo a epoche e contesti diversi, fanno i conti con il ruolo materno. Virginia Woolf, con le sue lotte interiori, riflette le complessità di essere madre in un’epoca in cui le aspettative sociali si scontrano con i desideri personali. Laura Brown, è una donna moderna alle prese con le pressioni di una vita familiare apparentemente perfetta, e Clarissa Vaughan si confronta con un materno senso di responsabilità e di affetto incondizionato.
Puoi trovare il libro qui.
Anche questo romanzo si aggiudicò il Premio Pulitzer. Nel 2002 è stato tratto il film
The Hours per la regia di Stephen Daldry con Nicole Kidman, Julianne Moore e Meryl Streep. Nicole Kidman si aggiudicò l’Oscar come migliore attrice interpretando il ruolo di Virginia Woolf.
Puoi vedere il trailer qui.


